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Saluti del Direttore Generale

A tutte le colleghe e a tutti i colleghi di ARES 118 Lazio



Care Colleghe, cari Colleghi,

ci sono momenti nella vita professionale in cui le parole assumono un significato particolare. Sono quelli nei quali si conclude un percorso importante e si avverte il bisogno di fermarsi, guardare al cammino compiuto e, soprattutto, dire grazie.

Oggi, nel comunicarvi la mia decisione di lasciare l’incarico di Direttore Generale di ARES 118, desidero rivolgermi a ciascuno di voi, prima ancora che come Direttore, come persona che ha avuto il privilegio e la responsabilità di condividere un tratto di strada con donne e uomini straordinariamente impegnati nel servizio alla collettività.

Il mio primo pensiero è per voi.

Per chi ogni giorno sale su un’ambulanza, per chi risponde a una chiamata di soccorso, per chi assume decisioni difficili in pochi istanti, per chi affronta la sofferenza, la paura e l’incertezza con competenza, professionalità e umanità.

Per chi opera nelle centrali operative, nei mezzi di soccorso, nelle strutture sanitarie, negli uffici e in tutti quei servizi che, spesso lontano dalla visibilità, rendono possibile il funzionamento della nostra Azienda.

Per chi lavora di notte, nei giorni di festa, nelle condizioni più difficili, rinunciando talvolta a momenti importanti della propria vita personale e familiare per garantire agli altri una possibilità di cura, di assistenza, di speranza.

A ciascuno di voi va il mio ringraziamento più sincero.

In questi anni ho avuto modo di conoscere da vicino la complessità della nostra organizzazione, le sue potenzialità, le sue difficoltà, ma soprattutto la straordinaria ricchezza umana e professionale delle persone che ne fanno parte.

Abbiamo attraversato momenti impegnativi, affrontato problemi, assunto decisioni, condiviso responsabilità. Non sempre tutto è stato semplice e certamente non tutto ciò che avremmo desiderato realizzare ha trovato pieno compimento.

Ma ho sempre creduto che il valore di una comunità professionale non si misuri soltanto dai risultati raggiunti, bensì anche dalla capacità di affrontare insieme le difficoltà, di non perdere il senso della propria missione e di continuare a guardare avanti.

Ho cercato di esercitare il mio ruolo con responsabilità, ascolto, rispetto e senso delle istituzioni. Ho assunto decisioni che ritenevo necessarie, sempre con l’intento di tutelare e valorizzare il servizio pubblico e le persone che quotidianamente lo rendono possibile.

Se in qualche occasione non sono riuscito a rispondere pienamente alle aspettative di tutti, desidero che sappiate che ogni scelta è stata guidata dalla volontà di operare nell’interesse dell’Azienda e della comunità che siamo chiamati a servire.

Un’Azienda non è fatta soltanto di strutture, procedure, numeri e obiettivi. Un’Azienda è fatta soprattutto di persone.

E ARES 118 è fatta di persone che, ogni giorno, si assumono la responsabilità di essere presenti nel momento in cui qualcuno ha più bisogno.

È questa, a mio avviso, la sua forza più autentica.

Nel lasciare il mio incarico, non desidero soffermarmi su ciò che si conclude, ma su ciò che rimane.

Rimangono le esperienze condivise, i confronti, le difficoltà superate, i progetti avviati, i risultati raggiunti e, soprattutto, i volti e le storie delle persone incontrate.

Rimane la gratitudine per chi ha collaborato con lealtà, per chi ha offerto idee e proposte, per chi ha espresso anche opinioni diverse con spirito costruttivo, per chi ha continuato a svolgere il proprio lavoro con serietà e dedizione.

Non vi chiedo di ricordare un Direttore Generale. Mi auguro, piuttosto, che possiate riconoscere nel percorso condiviso il tentativo sincero di costruire, insieme, qualcosa di utile e duraturo.

Gli incarichi hanno un inizio e una fine. Il senso del servizio, il rispetto delle persone e il valore delle relazioni umane vanno oltre ogni mandato.

Vi invito a custodire il senso di appartenenza ad ARES 118, a non smarrire mai l’orgoglio della vostra professione e a continuare a considerare ogni persona soccorsa non semplicemente come un intervento da effettuare, ma come una vita, una storia, una famiglia che affida a voi la propria speranza.

Siate orgogliosi di ciò che fate, anche quando il vostro impegno non riceve il riconoscimento che meriterebbe.

Perché il valore del vostro lavoro non si misura soltanto in ciò che appare, ma soprattutto in ciò che riuscite a fare, spesso silenziosamente, per gli altri.

Lascio ARES 118 con serenità, con gratitudine e con il profondo rispetto che ho sempre nutrito per questa comunità professionale.

Porterò con me questa esperienza come una parte importante della mia vita, consapevole che il privilegio più grande non sia stato quello di dirigere un’Azienda, ma quello di aver incontrato e conosciuto le persone che ogni giorno le danno vita.

A tutte e a tutti voi, alle vostre famiglie e a quanti vi sono vicini, rivolgo il mio augurio più sincero per il futuro.

Continuate a prendervi cura delle persone. E, per quanto possibile, non dimenticate mai di prendervi cura anche gli uni degli altri.

Grazie per il lavoro svolto insieme. Grazie per la fiducia, per la collaborazione, per il confronto e per tutto ciò che mi avete insegnato.

Con affetto, riconoscenza e profonda stima.

Narciso Mostarda
Direttore Generale
ARES 118 Lazio